giovedì

Solo la scena madre di un altro film d'azione


- Capitano, telefonata in ingresso nell'edificio.

Piccola stanza senza finestre. Un paio di militari controllavano la situazione sui terminali di quella sala di controllo improvvisata.

Kurt guardò l'ora: 3 di notte. Puntuale. Doveva essere una chiamata programmata. Cominciò a porsi ulteriori domande.






- Ditemi subito da quale ricevitore risponde, e in che stanza è. Importa più del tracciamento, adesso.
- Impossibile stabilirlo, signore. Il centralino sta smistando la chiamata a tutti i telefoni, stanno squillando tutti in questo momento.
- ...cosa?
- Signore, il Comando sulla linea 2. Chiedono aggiornamento.
Si passò la mano sugli occhi. Anni di addestramento non ti aiutano a digerire meglio un'alzataccia... e superiori impazienti.
- Confermate che il monitoraggio è in corso. Comunicate che il soggetto è attivo, posizione ancora ignota, e sta per muoversi.
- Ricevuto.

Guardando nuovamente l'ora, si rese conto che il telefono stava ormai squillando da più di un minuto.

- La telefonata è ancora in corso? Qualcuno ha risposto?
- Nessuno ha risposto Signore, ma i telefoni squillano ancora.

Non ha senso. Sa di sicuro che lo stiamo monitorando... Forse è lontano dal telefono, nascosto in qualche sgabuzzino... E' un diversivo?

- Signore, qualcuno ha sollevato un ricevitore, chiamata in corso.
- Passatemela in cuffia ora. Restate in ascolto anche voi.

Un minuto e mezzo preciso. C'era qualcosa di storto. Faceva fatica a focalizzare la situazione: chi potesse essere il rapitore, quale la sua preparazione, o la sua strategia... Era troppo strano, e i tempi erano troppo veloci per riuscire a farsi un'idea chiara.

Ma l'edificio era stato evacuato e l'infiltrazione degli altri reparti era già in corso da circa 15 minuti. Erano in vantaggio.

Si mise in ascolto.

- Pronto?
- Buonasera, sono il centralinista.

Centralinista? E' una chiamata di routine... No, a quest'ora non è possibile...

- Oh, buonasera.
- L'ho chiamata come da richiesta. Può dirmi il suo nome?
- Sono il fattorino.

Parlano in codice. Che diavolo...

- Bene. L'identificativo è ku 399.

I soldati e Kurt si scambiarono occhiate di sorpresa.

Erano loro. Reparto Privato Intelligence, ku 399.

- Ah, ecco. Me l'aspettavo, ma sa, per sicurezza...
- A posto?
- Aspetti ad attaccare. Grazie. Il capitano Kurt ha 40 secondi per richiamare questo numero, o il dottore si farà molto male. Riservatezza.

Telefonata terminata.

I soldati erano impietriti. Fissavano il loro capitano senza fiatare, attendendo ordini.

Kurt controllò il momento di ansia. Ma la voce tradì il suo stato.

- Passatemi la cornetta ora e chiamate quel numero.

Mentre i soldati eseguivano e la cornetta mandava i suoni della telefonata che ha inizio, e di un telefono che squilla, Kurt focalizzò un particolare importante.

La voce.

Era camuffata. Ma

- Pronto?

Cazzo.

- Sono Kurt.
- Ciao Kurt, grazie per la chiamata. Mi senti?
- Ti sento.
- Un fiato, e il dottore urla. Un'intromissione, e il dottore muore. Se la telefonata si conclude, e non sono stato io a deciderlo, comincia a pregare per lui. Parlerai solo su mia richiesta. Hai capito cosa ho detto?
- Si.
- Bene, amico mio, è tanto che non ci sentiamo, vero? Senti un attimo qua...

Un momento di silenzio in cornetta.

- AAAAAAAHHHH!!
- Che caz..
- Ti avevo detto di non fiatare! - e di nuovo - AARRGGHHHHH!!

Kurt si morse la lingua. Quella era la voce del dottore. I soldati cominciavano a sudare.

In più: uno di loro fece segno. Il comando richiedeva aggiornamenti.

Prendete tempo, fece segno Kurt.

- Bene, ora puoi parlare. Hai capito chi era, Kurt?
- Si. Hai il dottore.
- Benissimo. Ho bisogno del tuo aiuto. Commenti?
- Uno solo: non puoi ucciderlo. Serve a noi come serve a te. Il tuo ricatto non ha senso.
- Oh, ma io non voglio mica ammazzarlo! A parte il fatto che so anche quanto serve a te. Ma se io non riesco a fare ciò che dico, il dottore ve lo rimando indietro che urla pure nel sonno. E' chiaro il concetto?

Pausa.

- Ho capito. Ti ascolto.
- Benissimo. Allora, ricapitoliamo un secondo: io ho preso il dottore in un corridoio vicino al suo ufficio 5 ore fa. La sicurezza non ha notato nulla, e solo rivedendo i nastri vi siete accorti che qualcosa non andava. Ma nessuno può avermi riconosciuto, in quei nastri. L'operazione è scattata un'ora fa con l'evacuazione dell'edifico, e l'infiltrazione dei corpi scelti ha avuto inizio da massimo una ventina di minuti. Ti hanno buttato giù dal letto e portato lì in fretta e furia per gestire l'intelligence. Tutto giusto?
- Si. tutto giusto.
- Perfetto. L'hai vista, l'uscita laterale? Quella che dà sulla via commerciale, che porta all'autostrada?
- Si.
- Io e il dottore usciremo da lì entro quaranta minuti. Hai capito ciò che ho detto?
- Si. Non ce la farai mai. L'edificio pullula di soldati. Tu la porta neanche la vedrai.
- Infatti. Tu devi sgombrare l'edificio, o il dottore AAHHHHRRGGHHH

Di nuovo il dottore. Maledetto bastardo

- Allora? Ci sono obiezioni?
- Non posso fare una cosa del genere. Non ne ho il potere.
- Errore: non ne hai l'autorità. Ma per come la vedo io il potere ce l'hai eccome. Hai 30 soldati fedeli solo a te e addestrati, che stanno gestendo l'intelligence per conto tuo. Dopo l'incidente dell'anno scorso l'Agenzia non ha più una sua intelligence: tutti morti, arrestati, fuggiti, scomparsi. Quelli più bravi, perlomeno. Per questo si affidano ad agenzie private, come la tua. Te la ricordi, la legge non scritta dell'Agenzia, vero?
- Si. Fidarsi solo dell'Agenzia.
- Bravissimo. E' per questo che in ogni operazione importante alcuni reparti sono dislocati in stanze secondarie, a malapena collegate per telefono. Non possono più permettersi errori, dopo l'anno scorso. E qui veniamo a te. Il tempo è poco, ma puoi farcela. Sgombra l'edificio entro.... 35 minuti. Se vedo qualcosa muoversi per i corridoi o per strada, ed è più grande di un topo, il dottore urla di nuovo. E' chiaro il concetto?

- Capitano Kurt, si può sapere cosa diavolo sta succedendo?

Il tenente di collegamento aveva appena aperto la porta.
Cazzo. Il comando non riceveva aggiornamenti sensati da troppi minuti.

- ... come hai detto, scusa? Non credo di AAAARRRHHAA aver sentito bene

Staccò il cavo della cornetta alzandosi dalla sedia.

Il tenente vide il capitano che cercava di colpirlo al volto con un telefono.

Fu per questo che non notò l'altra mano. Colpo alla bocca dello stomaco. Solo dopo, arrivò il telefono. Altri due colpi per sicurezza.

Il tenente cascò in braccio a Kurt. Nessun rumore nel corridoio.

Sottovoce: - Vai fuori e sorveglia il corridoio. Non un rumore. Ora.

Il soldato uscì rapido e silenzioso, richiudendo la porta alle sue spalle.

- Passami subito la telefonata all'altra cornetta, adesso.

- Pronto? Ci sei di nuovo?
- Si.
- Ah, meno male. Stavo per riattaccare. Cos'è successo?
- Niente. Tutto sotto controllo.
- Allora, farai quel che ti ho chiesto?

Kurt si sentì tutt'a un tratto stanco. Spossato.

- ...senti, mi rendo conto come ti puoi sentire. Io ti capisco, ma davvero non ho tempo. Neanche tu. Neanche il dottore. Ho bisogno di una risposta, e mi serve ora. Allora, mi aiuterai?
- Si. l'edificio sarà evacuato entro 20 minuti. ci penso io.
- Bene. Ti ringrazio davvero amico mio. Ah, Kurt, quasi dimenticavo, un'altra cosa... Kurt? Mi senti?
- Si, dimmi.
- AAAARHHHARHHHAAA
- Ma caz -
- Così, giusto per essere chiari. Grazie, ciao!

Fine chiamata.

Kurt si appoggiò alla sedia. Per un attimo fu assente.

- Signore? Si sente bene?

- Si. Metti gli altri in allerta. Operazione diversiva. Hanno il compito di manipolare l'intelligence per gli altri reparti. Eventualmente ci sarà da combattere. Evacuazione dell'edificio entro 15 minuti, spostare l'attenzione al di fuori con informazioni false. Percorso sicuro dall'edificio all'uscita 4. L'operazione comincia ora. Sono stato chiaro?
- Sissignore. Comunico l'ordine.

Kurt si concesse un attimo di pausa. Entro l'alba sarebbe diventato un criminale.

L'Agenzia non lo avrebbe mai perdonato. Non avrebbe MAI smesso di cercarlo.

Ma ora aveva altro a cui pensare.

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La risposta

è ricercabile tramite numeri primi o potenze di due. Che però è sbagliata