domenica

La cosiddetta curva ascii

- Questa scoperta può avere molteplici applicazioni pratiche.
Guardava le sue scartoffie, meravigliato: aveva scoperto qualcosa di nuovo e imprevisto.
- Quindi dici che funzionerà? - Guglielmo era molto scettico a riguardo; lo era sempre stato, e non ne faceva un mistero.
- Quando avremo i fondi per avviare il progetto, lo sapremo con certezza. Giustamente faranno di tutto per negarceli, ma li avremo, te lo posso assicurare. Quell'imbecille di Brezott non ha più il potere necessario a fermarci. Glorificheremo la nostra curva ascii, una volta e per sempre.
Querulo come al solito, pensava Guglielmo. Geloso delle sue scoperte, al limite del fanatismo. Questa forse era anche la fonte del suo successo, perchè negarlo? Già, e dopotutto non riusciva ancora a comprendere appieno questa storia del 'virus verbale'... Quasi fantascienza, e pazzia, e illogicità; ma funzionava, forse.
Guglielmo allora fece ciò che credeva più giusto - forse crudele, ma pur sempre un atto di pietà verso quel mondo che amava - prese un foglio e una penna, e cominciò a scrivere.
- Quisquilie, carissimo, non sono nient'altro che quisquilie - Giurò dentro di se, in quel momento, che mai avrebbe più eseguito quel test, che avesse funzionato o meno. - Qui c'è un'applicazione concreta, secondo le tue supposizioni, del virus verbale sviluppato lungo una curva ascii: t'invito ad eseguire questo esperimento ora. Giù in laboratorio, dopo, potremo trarre le conclusioni in breve tempo, e nel caso risparmiarci una figuraccia davanti al corpo accademico.
Quando una sfida è lanciata, lo sfidato non può sottrarsi in alcun modo: era una delle pietre angolari di tutto il teorema, e Guglielmo lo sapeva bene. Generalmente, anzi sempre, chi lanciava la scommessa aveva controllo pieno di essa, secondo la curva ascii. Quindici anni di studi stavano per portare l'illustre ricercatore al suo più logico epilogo; eppure non se l'aspettava affatto.
Gli venne così naturale prendere il foglio, dove Guglielmo aveva appena vergato di suo pugno quelle poche parole, e avviare l'esperimento, ovvero leggere.
- Qui c'è scritto solo "Scemo chi legge"....
Gelo: ecco la sensazione creata da quelle parole nella sua mente, tanto da farlo vacillare e accasciare sulla sedia. Quel foglio gli scivolò tra le dita, cadendo a terra. Gentilmente, Guglielmo lo accompagnò nella caduta, avendo paura che potesse rovinosamente rotolare a terra.
- Quando viene scoperta una cosa del genere, credo sia normale quanto segue: scatta una specie di sistema di autodifesa, e il pericoloso 'buco' degli assiomi ritorna nell'oblio - Guglielmo raccolse il foglio e lo stracciò. - Qualsiasi altra persona sarebbe d'accordo con me nel dire che il mondo sarebbe stato distrutto infinite volte, nel caso contrario; e invece siamo ancora qui, a ravanare in questi posti proibiti. Giustizia: ecco cosa mi ha spinto a farlo. Qui, ora, sto recitando la parte di un agente, un qualcosa che protegge il resto del mondo da quelli come te.
Gustava, Guglielmo, quell'attimo in cui si decidono le sorti di qualcosa di immenso, che forse poche persone hanno mai provato in tutta l'esistenza: se l'era meritato. Quindi prese tutte le scartoffie e le bruciò; non poteva correre il rischio che altri arrivassero alla stessa conclusione.
Giravano nella sua mente le immagini apocalittiche di un romanzo di Lovecraft: il mondo in rovina, la razza umana devastata dalla pazzia, le menti svuotate della ragione. Questo Guglielmo l'aveva appena impedito.
- Grazie, di tutto cuore - Questo solo riusciva a pensare. Galassie di domande cominciarono a percorrerlo: perchè quella frase? Questionando su ciò, gli apparve chiara la risposta: era stato uno sciocco, ed era ormai troppo tardi. - Germoglierà, me lo sento, e tutto grazie a me, che stupido sono stato!

Quantificarono anni dopo, i pochi superstiti dell'umanità ormai in declino, la presenza di frasi illogiche scritte sui muri delle città abbandonate, e la loro relazione con l'espandersi del Morbo, un'entità astratta che altro non era se non l'incarnazione di un bug nelle fondamenta stesse del creato, che distruggeva le menti e smontava la materia. GRAZIE GUGLIELMO: questo era uno dei graffiti più ricorrenti, l'unico con un senso.
Qui ed ora, nel limbo dove si trovano i discendenti di questa disgraziata razza, la sopravvivenza ha portato a strane mutazioni: ciò che un tempo erano umani ora vivono facendo a meno della vista e dell'udito, senza rapporti col resto dell'universo, chiusi in se stessi e proiettati verso un futuro sempre più oscuro e alieno. Gabbare il Morbo impedendogli di raggiungerci: il prezzo è grande, ma abbiamo vinto! Questo credono, sbagliando, le strane creature, che col tempo perderanno coscienza di sè stesse, sciogliendosi come zucchero nel caffè.

Galateo impone rispondere: prego, stronzo.

7 commenti:

Ziciccio ha detto...

Stupido chi scrive.

bizio ha detto...

Prego, stronzo.

Ziciccio ha detto...

Stronzo a chi?! Ma ti rendi conto delle stronzate che hai scritto?! Fossi in te lascerei perdere...

bizio ha detto...

ogni lasciata è persa.

luca ha detto...

Così partecipo anch'io alla discussione:
http://www.asciimation.co.nz/

bizio ha detto...

:D quel filmato è sempre fantastico!

che forse, ci stiamo avvicinando alla soluzione? bho.

Matteo Maria ha detto...

la soluzione è qg...o gq...
giusto?