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lunedì

In parte


cose a metà

venerdì

1 - Dispersi


Gli occhi sono stanchi, eppure devo continuare. Ho ancora così tanto da scrivere...


Di seguito, uno scritto dimenticato e ritrovato.

Tempo: un giorno prima dello Sconvolgimento.
Luogo: Oblio profondo.


Il ronzio sommesso dei macchinari proseguiva incessante. Ormai tutti c'erano abituati, e anzi, finché avesse continuato, avrebbero continuato a vivere. Meglio non lamentarsi troppo quindi.
Nella plancia di comando, male illuminata e ormai in malora, l'addetto al radar stava sonnecchiando al suo posto, i piedi sul macchinario e le braccia incrociate dietro la testa. Non aveva di che preoccuparsi: il comandante era chissà dove, magari a controllare le paratie stagne dei pochi livelli ancora funzionanti, o più probabilmente anche lui a dormire della grossa, solo nella sua lussuosa cabina. Un tecnico nel frattempo controllava alcuni strumenti della parete posteriore. Due soldati giocavano a carte.


A un certo punto, senza alcun preavviso...


martedì

0 - INCIPIT


La sabbia scorre davanti a me, lenta, inesorabile, silenziosa. Non le frega nulla di quello che le accade intorno: lei procede, supera gli ostacoli, li aggira, devia in più direzioni... e giunge infine all'unica destinazione possibile.

Sento il vento attorno a me. Apro gli occhi. Subito, li richiudo: la sabbia, la maledetta sabbia li ferisce, li graffia. Mille piccole insidiose lame. Allora è tutto vero... Sono qui, ai confini del mondo, solo, forse l'unico rimasto, e senza più speranze.
Ma no, non può essere. In fondo, non ho ancora visto niente; c'è il vento, c'è la sabbia, è vero, ma forse non mi trovo in quel posto...
Sento il mantello tra le mie dita. Lo afferro e lo uso per ripararmi il volto. Finalmente riapro gli occhi... e ora si, non ho più dubbi.
Una sterminata distesa di sabbia nera, ferrosa, è l'unica cosa che mi circonda. Alte dune sferzate dal vento seminano granelli ovunque; non vedo il Sole nel cielo, o gli altri astri. Una sfocata luminescenza rossastra colora l'aria sopra di me. In fondo, molto lontano – o a pochi passi, chi può dirlo? - strane figure pervadono l'orizzonte: alte colonne di fumo nero, enormi mostruosità della psiche umana, informi orridi astrattismi.

Mi trovo nel deserto dell'Oblio.

D'improvviso, ricordo come ci sono finito. Perchè sono qui, chi mi ha mandato, cosa devo fare.
Ho visto cinque anni di guerre e battaglie. Ero lì quando tutto è cominciato, mi trovavo lì fino a poco fa... prima che tutto finisse. Nella mia bisaccia ho tutto il necessario: una penna, una piccola tavola e una lunga pergamena. Li tiro fuori.
In quell'istante, come per un sortilegio, il vento cessa, e non è un caso. Mi siedo, incrocio le gambe, poggio la tavola sulle ginocchia, posiziono la pergamena... e, con pugno fermo, in un attimo d'ispirazione, comincio a vergare le

CRONACHE DELL'ORDA DEI TREDICI

mercoledì

Cronista - agguato


qualcuno soleva deridere l'abilità "agguato"

sabato

Cronista - Grattata


c'è modo e modo di guardare

martedì

lunedì

domenica

sabato

Cronista - Guerra del Niente II


La bizkrieg comporta numerose perdite iniziali

venerdì

domenica

Incipit

Bho, da dove cavolo comincio? Prendo spunto da quel che vedo?
Alzo lo sguardo. Ovunque libri polverosi e vecchi, tanto a destra quanto sopra o a sinistra. C'è pochissima luce intorno a me.
- Ma Buiocogliocchi, dici che la gente capirà la mia storia?
- Io sono il BUIOCOGLIOCCHIIIII!!
- Si, cerco aiuto e trovo conforto. Ma almeno mi ascolti o parli sempre da solo?
- Il Buiocogliocchi scriverà un incipit!

Quale che sia il suo disordine mentale, quella dell'incipit pare una buona idea. Ma non so da dove cavolo cominciare, o se scrivere davvero della mia storia, o se andare per metafore.
AH! Ci sono! Forse ho capito!
Il buio con gli occhi non esiste, è un parto della mia mente!
- Buio con gli occhi, c'ho preso? Tu non esisti davvero?
- BUIO LASER! Zoot, zoot!
Vabbè, meglio tornare all'incipit. Forse ho un'idea.

La guerra volgeva a termine. Era stata una degna vittoria; ma stranamente, una buia sconfitta. Nessuno si aspettava un attacco dal confine Nord, e le nostre truppe - per quanto poche - erano state ben guidate dal nostro signore in prima linea. I ribelli dovettero ritirarsi di molte miglia, e per molto tempo non costituiranno una minaccia per nessuno. Ma il prezzo da pagare era chiaro fin dall'inizio: la fuga, l'abbandono delle nostre terre. Perché l'Orda non avrebbe accettato una guerra senza fine. Per tutti il nostro generale era una pericolosa scheggia impazzita.
Formammo una carovana prendendo ogni cosa con noi, e dirigendoci ai confini del deserto. Nessuno ci avrebbe seguiti lì, in quelle terre feroci. Saremo sopravvissuti per tornare ad avere il nostro ruolo tra i Tredici... Ma prima avremo scontato una dura pena.

Cominciava l'esilio.

- Buiocogliocchi, che ne pensi? Può andare?
- Il Buiocogliocchi ti porta in dono la Ragione!
- de che?
- Il Buio della Ragione!
- ah

sabato

Cronista: Sacro e Profano


"Non illuderti: sei già morto"

lunedì

Cronista - Il culmine dello scontro


"fatevi da parte, voialtre mezzeseghe" [cit]

mercoledì

Cronista - Arrivederci


prego spiegare origini vocabolo "epos"

martedì

Cronista - Il Sole Nero


... e se capitasse a casa vostra?

venerdì